Mi sono innamorata di un vecchio!

Racconto di Adamo Bencivenga

È vero si amo un vecchio, un uomo anziano, senza perifrasi, non occorre edulcorare la realtà, amo un vecchio e basta, un uomo di settantasei anni, sì avete capito bene, se volete lo scrivo a numero forse fa più effetto: 76! Ma non è solo questo che fa scandalo, c’è dell’altro, perché io ho 43 anni, quindi 33 in meno di lui e soprattutto perché sono sposata e lui non è mio marito e neanche il mio compagno, lui è l’amante!

Lo so che è una cosa inverosimile, non è il solito cliché della donna di mezza età che stanca del matrimonio e sull’orlo della depressione cade nelle braccia del bel amante cinquantenne e ci vive una storia travolgente, fatta di ore clandestine consumate in fretta nei motel di periferia, nelle quali riscopre i piaceri reconditi della passione e del sesso. Non è la storia della donna che si piange addosso, che guardandosi una mattina allo specchio vede le prime smagliature e i segni inevitabili dello scorrere del tempo e in qualche modo cerca di fermarlo dandosi al primo che trova la chiave del suo cuore.

Questa è una storia inverosimile perché io mi sono innamorata di un vecchio! E tutto è successo tre anni fa, quando, dopo quasi vent’anni di matrimonio senza figli, ho iniziato a pensare che forse oltre il rapporto con mio marito esisteva un’altra vita, altre emozioni soffocate finora da parole vuote come morale, rispetto e famiglia. Sì ok questo è un percorso comune, adatto a tutte le donne della mia età, ma io non ero alla ricerca di una scopata qualunque, ma alla ricerca di me stessa e di quelle sensazioni che si avvertono nella mente e non necessariamente poco sotto l’orlo delle mutande.

Al tempo frequentavo una mia ex collega, più grande di me, con la quale passavamo qualche pomeriggio insieme andando a mostre, al cinema, vernissage e alle volte qualche cena a casa sua. Lei era una professoressa di lettere in pensione, era separata e, delusa dagli uomini aveva smesso da tempo di cercare un’altra anima gemella. Era molto abile in cucina e ogni tanto si divertiva a preparare piatti etnici dei posti più disparati del mondo. Quella sera chissà per qualche motivo, oltre a me, decise di invitare a cena il suo ex marito.

Ero già seduta in tavola quando lui entrò. Aveva una decina di anni in più della moglie, lei ci presentò ed io ne rimasi immediatamente attratta. Era anziano sì, ma un tipo affabile, dai modi gentili, estremamente affascinante con i suoi capelli bianchi e i suoi occhi azzurri cielo. Durante la cena parlammo dei nostri interessi, marito e moglie si lasciarono andare ad episodi vissuti insieme, e lui, amante della bellezza, dell’arte e del buon vino, non trascurò aneddoti anche succosi. Notai una spiccata ironia e un senso evoluto dell’humor. Mi chiese della scuola e dei miei allievi e perché mai attorno a quella tavola non ci fosse mio marito, nell’esatto momento in cui mi stavo domandando come mai quei due, molto affiatati, avevano deciso di vivere il resto delle loro vite separatamente.

Alla fine della serata uscimmo insieme da quella casa. In ascensore, così senza dargli peso, come fosse un atto dovuto, mi mise una mano sulla spalla e guardandomi negli occhi mi chiese se avessi ancora un po’ di tempo prima di tornare a casa. Forse sarà stato il calore di quel gesto quasi paternale, forse i suoi occhi profondi, oppure non so cosa, ma acconsentii senza alcun indugio, pensando tra me e me che se avesse avuto almeno dieci anni di meno quella sarebbe stato l’occasione giusta della mia prima volta. Insomma ci avrei davvero fatto un pensierino e magari quella serata sarebbe potuta finire diversamente.

Comunque salii nella sua macchina e lui tra una battuta e l’altra mi domandò se fossi a conoscenza di quanto stessi correndo un rischio enorme per aver accettato la sua compagnia. Ridemmo e dopo aver percorso un breve tragitto ci ritrovammo in collina davanti ad uno stupendo e suggestivo panorama. Passarono solo alcuni secondi e nel buio dell’auto lui avvicinò le sue labbra e senza alcuna esitazione poggiò la sua bocca sulla mia baciandomi. Poi senza aspettare una mia qualche reazione mi accarezzò il seno, fu lì che lo sentii sussurrare che sarebbe stato un delitto trascurare un seno così caldo, fino a che incredula sentii l’altra sua mano tra le mie gambe.

Solo a quel punto cercai di reagire, del resto la sua compagnia non era solo un grosso rischio, ma una vera e propria prevaricazione. Allora dissi che non mi sarei aspettata un simile gesto da uno sconosciuto e che comunque anche uno sconosciuto avrebbe messo due parole di cortesia in fila. Essere l’ex marito di una mia cara amica non gli dava certo la libertà di comportarsi in quel modo, continuai così, ma davanti alla sua intraprendenza che di certo non era causata da un suo desiderio fisico, sentii le mie parole vuote. Trattenni le sue mani, cercai di dirgli che non ero affatto una donna in cerca di avventure, ma lui mi disse che non c’era alcun bisogno di giustificare quel momento, di cercare un pretesto, anzi se ci fosse stato avrebbe sminuito quella magia. “Il più delle volte la vita è fatta esclusivamente di occasioni perse.” Mi disse sicuro e accattivante. Vista la mia perplessità cambiò registro e cercò di spiegarsi dicendo che la vita a volte concede delle opportunità che non sempre sono comprensibili nel presente, ma che di sicuro fondano la loro ragione di essere nel passato. Solo a quel punto mi resi conto che lui conosceva già la mia situazione, i rapporti con mio marito e la mia insoddisfazione cronica e forse per questo aveva tralasciato premesse e buon senso decidendo di rischiare e andando subito al sodo.

Non gli andò male perché alla fine chiusi gli occhi e mi abbandonai accettando quei baci caldi e passionali. Dopo qualche secondo incredibilmente ero già in paradiso, sbigottita non solo per il tempo, ma anche per le modalità. Di solito con mio marito, nelle rare volte che accadeva, passavano ore prima di avere una parvenza e lontana sensazione di orgasmo. Lui se ne accorse e sorrise e invece di chiedermi in cambio lo stesso servizio, girò la chiave e accese il motore dell’auto. Mi accompagnò alla mia macchina, ci scambiammo i numeri di telefono e durante il tragitto mi confessò che già durante la cena, il suo sesto senso aveva avvertito inconfondibilmente l’attrazione del mio corpo e che quel sì in ascensore era stato una specie di lasciapassare. Non era una giustificazione, ma io l’accettai come tale.

Tornai a casa e scivolai nel letto accanto a mio marito immerso nel sonno più profondo e per tutta la notte pensai a quello che era successo e all’inevitabilità di quell’incontro. Mi chiesi se confessarlo alla mia amica, ma poi mi domandai se fosse stata lei l’artefice di quell’incontro preparando il suo ex marito e mettendo in atto quella messinscena. Mi sentivo agitata, del resto per me era la prima volta in assoluto e non era facile digerire un tradimento. Sì ok nella mia solitudine interiore più di una volta mi ero ritrovata a piangere sull’autobus o in fila alle casse del supermercato, più volte credevo di essere sull’orlo di un abisso che chiamavo timidamente depressione, più volte avevo cercato nuovi stimoli, ma non pensavo mai che alla prima vera occasione avrei concesso il mio orgasmo ad uno sconosciuto eppure vecchio!

Per tre giorni non successe nulla, anche se in cuor mio guardavo spesso il mio telefono per chissà quale improbabile messaggio. Una mattina però mentre ero a scuola sentii squillare il telefono e uscii dall’aula. Era lui! Mi disse che desiderava vedermi immediatamente. Mi dispiaceva lasciare i miei ragazzi nel bel mezzo di una lezione, ma alla fine, davanti alle sue insistenze, finsi un malore, andai dal preside, presi un permesso ed uscii.

Lui era lì sotto ad aspettarmi, appena salii nell’auto sentii le sue labbra calde baciarmi davanti all’entrata della scuola. Era vecchio sì, e alla luce del giorno era ancora più vecchio, vidi indistintamente tutte le sue rughe del viso, la sua pelle bianca venata, le mani nodose e secche, chiedendomi come avessi fatto ad accettare le sue carezze la prima sera. In quel momento, davanti alla mia scuola, mi stavo vergognando pensando a qualche mia collega che avrebbe potuto vederci.
Fu solo un pensiero perché subito dopo la sua mano rabbonì il mio stato d’animo e la luce dei suoi occhi mi riportò esattamente a provare le stesse sensazioni della prima volta. Mi resi conto che quella voce calda aveva un potere enorme su di me, nel mio desiderio di protezione, la sentivo come una guida, ma non mi faceva sentire una figlia obbediente, anzi al contrario una donna che riscopriva il sapore della rinascita, dell’indefinito, della libertà, di un nuovo modo di assaporare anche le più piccole emozioni sopite da chissà quanto tempo.

Ci sedemmo in un piccolo bar lungo la strada e questa volta al contrario della prima sera, davanti ad una tazza fumante di thè, parlammo molto e in un attimo il mio mondo si capovolse. Mi confessò che, già dalle parole della sua ex moglie, si era interessato a me e che mi aveva vista più di una volta segretamente all’uscita della scuola. Insomma si era innamorato prima di conoscermi e a quel punto mi disse che avrebbe desiderato a tutti i costi portarmi con sé, due giorni nella sua casa al mare, il porto, la barca, la spiaggia, il sole al tramonto, insomma la nuova vita che avevo sempre desiderato. Era un sogno sì, ma lo pregai di non farmi sognare e dissi che non avrei potuto stare una notte fuori, ma lui insistette al punto che dentro di me sentii chiaramente che stava accadendo qualcosa di irreparabile.

Chiamai allora mio marito, gli parlai di un’improbabile missione di lavoro, lo sentii perplesso, ma alla fine mi chiese soltanto di fargli avere mie notizie. Il giorno stesso partimmo, era solo trenta chilometri di distanza, ma per me era come se avessi preso un aereo e fossi atterrata dall’altra parte del mondo. Non avevo nulla con me e durante il viaggio comprai il necessario e un cambio di vestiti. Sì ero pazza, ma mi sentivo bene! Prima di andare a casa sua facemmo una sosta al mercato, era bello col suo vestito bianco e il suo panama vederlo aggirarsi per i banchi, alla fine comprò da un suo amico del pesce freschissimo.

Quando arrivammo a casa si mise subito a spiattellare, cucinava divinamente, tutto aveva un sapore nuovo, i suoi sorrisi mi stravolgevano, la sua cortesia mi inteneriva, mi sentivo sua, mentalmente sua, fisicamente sua. Pranzammo e bevemmo del buon vino. Poi nel pomeriggio mi fece apprezzare quel magnifico tramonto durante una passeggiata a piedi nudi sulla spiaggia. La sera andammo a cena in un ristorante sul mare. Un’atmosfera romantica e indimenticabile, mi sentivo leggera, mi sentivo bene, così bene che mi dimenticai di chiamare mio marito. Poi di nuovo una passeggiata mano nella mano per le vie del paese, andammo al porto e lui si mise a chiacchierare con dei suoi amici.

Il dopo cena lo passammo in terrazza, da lontano vedevamo le luci delle barche dei pescatori a largo, vicino, sotto di noi, qualcuno ascoltava musica americana anni sessanta, forse “Smoke Gets in Your Eyes” forse “Only You” sta di fatto che chiusi gli occhi e lo aspettai. Lui si alzò e mi venne vicino e mentre mi sussurrava un “Ti amo” denso ed avvolgente mi tolse delicatamente il vestito. Ero nuda davanti a lui. Ero davvero in un mare di miele, a quel punto delicatamente mi sollevò ed io mi alzai. Appoggiati a quella ringhiera chiedevo muta i suoi baci mentre lui mi abbracciava, mi stringeva forte baciando ogni parte del mio corpo. Pensavo a ciò che sarebbe successo dopo, pensavo a quante cose mi ero persa nella vita, pensavo al mio cuore, al mio seno di nuovo gonfio e mai sazio di baci, pensavo a quel letto che ci stava aspettando, alla nostra prima volta insieme, pensavo alle mie mutandine, unico indumento indosso, se le avessi tolte io o lo avesse fatto lui. Insomma mi sentivo calda e accogliente pronta ad amarlo per quella sera e per sempre. Sentivo la sua bocca vogliosa e bagnata, la sua mano impaziente, la stessa mano di qualche giorno prima, esperta e padrona che indugiava tra le mie gambe nude, che mi scostava le mutandine. Ecco sentivo le sue dita scivolare, una, due, a volte sincrone altre intermittenti ed unite, davanti a noi la luna e il mare, non riuscivo a trattenermi, lui mi sussurrò di abbandonarmi fino a che non sentii dentro di me un fiume bollente che mi provocò un orgasmo intenso e rapidissimo. Mi sciolsi in quel preludio. Lo guardai negli occhi. Aveva l’aria soddisfatta e dopo un lungo bacio, mi chiese se fossi stata bene, sorrisi, ma non risposi, continuai a guardalo, pensavo a quel letto accogliente e mi sentivo indifesa davanti a tutta quella sensualità, a quel mondo per me sconosciuto, desideravo solo averlo, sentirlo dentro di me, ma solo a quel punto mi resi conto che per lui la serata si stava concludendo, anzi si era chiusa lì. Come la volta prima, non c’era stato alcun dopo. Il suo orgasmo era il mio orgasmo, il suo piacere il mio.

La notte dormimmo insieme abbracciati, ma mi svegliai più volte, smaniavo, mi alzai per bere, sognai, ero inqueta, ma sentivo di amarlo immensamente, lo desideravo fisicamente. Sì era vero ero insoddisfatta, o meglio no, mi sentivo appagata dal mio stesso desiderio impellente. Dopo tanti anni mi sentivo viva, uscita da un lungo letargo, sentivo me stessa, le mie voglie, lì dentro di me, intatte, ma con l’anima sazia. Mi resi conto quanto quell’amore fosse diverso, quanto quel sesso fosse mentale prima che fisico, ma allo stesso tempo mi sentivo una donna nuova perché era stato proprio lui che aveva riacceso in me la lampadina del desiderio, dell’energia vitale e della gioia della sensualità, insomma stavo riscoprendo il sesso quello vero pur non saziandomi appieno.

Il giorno dopo tornammo in città, non avrei voluto più lasciarlo, lui mi rassicurò, mi disse di stare tranquilla, di prendere tempo e analizzare il rapporto con mio marito e le scelte da fare. Ma io non volevo alcuna razionalità! Gli urlai che mi sentivo solo sua, sua e basta. Lui mi baciò, mi toccò di nuovo ed io diluii tutto il mio desiderio sul sedile della sua macchina, e alla fine gli promisi che avrei fatto la brava. E quindi tornai a casa e vissi segretamente la mia storia. Come due ragazzini ci chiamavamo nelle ore più impensabili, ci mandavamo messaggi e cuoricini, la sera chiusa in bagno gli davo la buonanotte, gli chiedevo di non lasciarmi mai sola. Già senza di lui mi sentivo persa, mi mancava l’aria ed a tutti gli effetti ormai ero la sua amante, quel tipo di amante che si inventerebbe anche le scuse più improbabili per vederlo un’ora, un minuto. Di colpo mi ero ritrovata a vivere con un uomo più vecchio di me di trent’anni, il quale mi aveva fatto riscoprire me stessa e dire addio alla mia vita precedente. Non avrei potuto più fare a meno di lui e quando mi propose una vacanza insieme per una intera settimana ero già sulla sua porta con la valigia in mano giustificando il viaggio a mio marito come una pausa di riflessione.

Grazie a lui mi sentivo libera, ma questo forse già l’ho detto, comunque non era una libertà vuota e solitaria, era una libertà appagante, piena, una libertà che per esistere aveva bisogno della sua premura, quella d’altri tempi, delle sue attenzioni, quelle dal sapore antico, di quel sentimento che ci univa anche a discapito del mio matrimonio. Sì tradivo mio marito avendo una storia segreta con un altro uomo! Sì lo tradivo con un vecchio! Lo tradivo senza fare sesso, ma non per questo non lo tradivo. In quella settimana passata insieme mi aveva legato mente e cervello, al punto che riuscivo a controllare i miei desideri e le mie emozioni per amore. Non volevo fargli del male e quindi non chiedevo, ma non mi pesava, anzi alle volte quando eravamo a letto mi rendevo conto del suo tono muscolare, mi rendevo conto che non avrei più fatto l’amore completo, ma paradossalmente vivevo una libido estrema perché avevo scoperto che l’erotismo aveva un profondo legame con la mente e se un uomo avesse conquistato la mia testa era come se lo avesse fatto anche con il corpo. Esattamente quello che non avevo mai avuto da mio marito. Con mio marito il sesso era tenerezza, dolcezza, ma non di certo trasporto ed estasi, ecco questo avevo scoperto nella mia nuova vita, ossia l’energia vitale prodotta dal desiderio sfrenato e non appagato, la voglia dell’attesa che sarebbe comunque rimasta attesa.

Quando tornai a casa dopo quell’indimenticabile settimana la mia mente e il mio corpo ormai erano totalmente cambiati e con mio marito fu inevitabile un confronto. La verità nella sua crudezza venne immediatamente fuori. Ovviamente ne rimase sconcertato non tanto dal tradimento che pure se lo aspettava, ma dall’età del mio amante e dall’assenza di sesso completo e fu forse per questo che pur accusando il colpo lui accettò la nuova situazione. Una sorta di convivenza a tre in cui non limitavo gli incontri col mio amante e non facevo mistero di nulla, anzi nei mesi che seguirono parlavo tranquillamente dell’altro e delle emozioni che mi suscitavano i nostri incontri e i nostri discorsi. Mio marito mi ascoltava e tra noi nacque una nuova relazione come se l’amante fosse da stimolo al nostro rapporto. Alle volte era lui a voler sapere e di fatto divenne più comprensivo. Mi cercava spesso nel letto e devo dire che anche l’amore fisico divenne una cosa nuova. Insomma era un compendio e via via mi resi conto che il rapporto con i due mi completava nella mente e nel sesso.

*****

Non avrei mai creduto di potermi trovare in una condizione simile, penso ai benpensanti, alle mie colleghe, ai miei allievi, ai miei genitori e a come mi giudicherebbero. Del resto ho sempre coltivato l’arte di apparire e la mia è sempre stata una vita lineare, senza troppi scossoni, ma ora che sono stata travolta da questo fiume non voglio più rinunciarci. Sono consapevole dell’età del mio amante, come dei limiti della natura, ma mi lascio andare trasportata dall’onda e pur con la paura di ritrovarmi sola, mi sento davvero viva e fortunata. Fortunata per aver pensato a me stessa sfruttando a modo mio quell’opportunità che almeno una volta nella vita passa per tutti, ma che la stragrande maggioranza delle persone non coglie e se la lascia scappare per stupidi pregiudizi.
Mi sono innamorata di un vecchio, sì certo, lo ammetto, ma, grazie a lui, mi sono anche e nuovamente innamorata di me stessa!

Il racconto è frutto di fantasia.
Ogni riferimento a persone e fatti realmente accaduti è puramente casuale


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