Ho scritto una canzone

Racconto di Adamo Bencivenga

Ho scritto una canzone che ha per titolo domani
l’ho scritta nella mente perché io possa ricordare
a memoria l’aria e il tempo e sussurrarla quando piove
perché non c’è strumento che possa accompagnarla
se non la pioggia fitta o il vento che risoffia
d’ogni refolo una nota, d’ogni goccia un suono intenso
d’ogni giorno e tutti i giorni che compongono un’attesa.

Ho scritto una canzone che ha per titolo domani
ho scritto il mio futuro come se l’avessi visto
come acqua di sorgente che non conosce la sua forma
perché è solo nell’essenza il percorso che la guida.
Sarà fiume e sarà lago, acqua stagna che rimane
sarà mare che si raggrinza al primo soffio di libeccio
o sarà solo una bottiglia o sarà pioggia in una goccia
un rivolo sui vetri che si spacca e si raddensa.

Ho scritto una canzone che ha per titolo domani
in questo autunno che finisce sempre e solo dove
tra la nebbia giù a valle quando cala poi il sole
e smorza case e tetti come il miele e la neve.
Sarà un battito di ali, sarà un frullare di fagiani
che s’alzano insieme sopra i rami sempre verdi
in questa valle di silenzio dove una foglia fa rumore
se danza o cade lenta volteggiando lungo i muri.

Ho scritto una canzone che ha per titolo domani
ho scritto le parole che il vento fa vibrare
un’eco s’aggroviglia lungo i fili della luce
che corrono altrove, che vanno verso il mare.
Ho scritto una canzone che ha per titolo il tuo nome
l’ho scritta sottovoce perché t’arrivi al cuore
in questo giorno di novembre che finisce quando e dove
nell’anima del silenzio una lacrima fa rumore.

Il racconto è frutto di fantasia.
Ogni riferimento a persone e fatti realmente accaduti è puramente casuale


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